“Now and then in life, love catches you anawares, illuminating the dark corners of your mind, and filling them with radiance. Once in awhile you are faced with a beauty and a joy that takes your soul all imprepared, by assault”
Jennifer Worth, The Midwife: A Memoir of Birth, Joy and Hard Times.
Sono un’ottimista, una persona che nutre speranze per il futuro, sono un’idealista che però non ha paura di rimboccarsi le maniche e provare a cambiare un pezzettino di mondo. Difficilmente mi trovo a pensare che una persona non sia recuperabile, che un rapporto incrinato non si possa ricucire, che parole dette male non possano essere riallineate: sono un’ingenua, di quelle persone che ci deve sbattere il naso e anche forte.
Non vi preoccupate, la vita trova sempre un modo per farti ripiombare con i piedi per terra e questo succede ripetutamente anche a me, come nelle storie di tutti ci sono luci ed ombre.
Quello che mi frega davvero è la bellezza. Una bellezza non esteriore, non instagrammabile, una bellezza fatta di pienezza, di senso e meraviglia.
È spettacolare la fantasia con cui ti può investire e travolgere in alcuni momenti. Sarò anche patetica o mi accontenterò di poco, ma lasciare una mamma e un papà semiaddormentati nel loro lettone con il loro bimbo nuovo di zecca, richiudermi dietro la porta e sapere che lì è custodito un tesoro inestimabile…mi fa esplodere il cuore di pienezza.
Ascoltare il racconto di una mamma che nonostante l’impegno e la fatica non è riuscita ad avere l’allattamento che desiderava, ma che continua ad attaccare al seno la sua piccola per godere di intimità, coccole e condivisione, mi commuove nel profondo.
Accogliere il racconto di una coppia che stravolge la sua vita lavorativa, rinuncia a stipendi significativi per fare scelte di presenza per un nuovo figlio che arriva, mi sorprende e mi provoca.
I miracoli succedono ogni giorno, forse da ostetriche possiamo ritenerci testimoni privilegiate di tanti di essi. Ed è bello raccontarli e condividerli (qui vi racconto perchè mi piace narrare e tenere memoria), interrompere il circolo vizioso della lamentela cosmica collettiva. Dare delle buone notizie. Non mi sento staccata dalla realtà o sconnessa dai problemi del mondo e dalle sfide quotidiane, ci sono e sono tantissime. Non mi va di nascondere la testa sotto la sabbia, ma mi sento più adatta a valorizzare i giochi di colore di cui è fatta la vita…parlando di Luce, non solo di ombre.
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